Quando si parla di pompe di calore monofase, si sente spesso il termine ‘monoblocco’. Ma cosa significa esattamente, e perché molti installatori e clienti la preferiscono rispetto alla versione split? In questa guida ti spieghiamo tutto: architettura, vantaggi, limitazioni e come scegliere il modello giusto.
Per il contesto generale sull’alimentazione monofase, leggi la guida monofase vs trifase.
Monoblocco vs split: la differenza fondamentale
Una pompa di calore può avere due architetture principali: monoblocco e split (anche detta bibloc). La
differenza sta in dove avviene il ciclo frigorifero e, di conseguenza, dove circola il refrigerante.


Il monoblocco monofase ha tutto il ciclo frigorifero nell’unità esterna: compressore, scambiatore aria-refrigerante e scambiatore refrigerante-acqua. All’interno della casa arriva solo acqua calda (o fredda in estate), attraverso normali tubi idronici coibentati. Questo semplifica enormemente l’installazione e riduce i rischi di perdite di refrigerante
Vantaggi specifici del monoblocco in configurazione monofase
La combinazione monoblocco + monofase è oggi la più diffusa nelle installazioni residenziali italiane per ragioni concrete:
- Installazione più rapida e meno invasiva: nessun collegamento frigorifero tra unità esterna e interna, solo tubi dell’acqua
- Meno vincoli normativi: non serve la certificazione F-Gas per installare, spostare o eseguire piccole manutenzioni
- Compatibilità naturale con R290: i modelli monoblocco sono i più diffusi con refrigerante naturale — leggi la guida R290 monofase
- Ideale per retrofit su impianti esistenti: si collega direttamente all’impianto idronico preesistente (radiatori, pavimento, fan coil)
- Minor rischio di perdite di refrigerante in ambienti abitati, perché il refrigerante è confinato all’esterno
- Costi di installazione generalmente inferiori rispetto a uno split di pari potenza
Limitazioni del monoblocco da conoscere prima di scegliere
Il monoblocco non è perfetto in ogni situazione. Ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione:
- Distanza massima tra unità esterna e il bollitore o il collettore interno: tipicamente 15–25 metri di tubazione (oltre questa distanza le perdite di calore nei tubi diventano significative)
- In climi molto freddi (sotto -10°C per periodi prolungati) richiede una coibentazione accurata dei tubi esterni per evitare dispersioni eccessive
- L’unità esterna è più grande e pesante rispetto a uno split di pari potenza, perché contiene tutto il ciclo frigorifero
- La potenza termica massima in monoblocco monofase è tipicamente limitata a 16–18 kW, mentre gli split possono spingere leggermente oltre
Monoblocco idronica monofase: cosa significa
La dicitura ‘idronica’ indica semplicemente che la pompa di calore trasferisce il calore tramite acqua (sistema idronico), a differenza dei sistemi ad aria (split aria-aria). Tutte le pompe di calore monoblocco monofase per uso residenziale sono per definizione idroniche: riscaldano l’acqua dell’impianto, che poi circola tra i radiatori, il pavimento o i fan coil. Il termine ‘idronica’ viene spesso usato dai produttori per distinguerle dai condizionatori pompa di calore che invece lavorano ad aria.
I brand principali con monoblocco monofase nel 2025
Sul mercato italiano trovi monoblocco monofase da Daikin (serie Altherma), Mitsubishi Electric (Ecodan), Samsung (EHS), Clivet e diversi produttori europei specializzati. I modelli R290 di nuova generazione stanno crescendo rapidamente in questa categoria. Per confrontare le taglie: 16 kW monofase, 18 kW monofase, 14 kW monofase.
